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Supporto

Obbiettivo irrinunciabile, in un reparto di Oncologia Pediatrica, è il mantenimento di un’adeguata qualità di vita del bambino e della sua famiglia. Il supporto psicologico rappresenta uno degli elementi fondamentali per il conseguimento di tale obbiettivo.

L’approccio terapeutico proposto dal nostro Centro prevede l’impostazione di una cura globale.
Il bambino affetto da patologia oncologica può avvalersi, nell’ambito della stessa struttura ospedaliera dell’area radio-diagnostica, oncologica, chirurgica, neurologica, radioterapica e della terapia intensiva pediatrica.
Tenuto conto di questa realtà, la nostra scelta è stata quella di pensare al supporto psicologico, non come un’area a sé stante, ma come elemento unificante delle differenti aree, secondo modalità aderenti alla specificità del singolo contesto. Questo significa, in pratica, che l’operatore psicologico segue l’iter terapeutico del bambino, nei diversi luoghi di cura garantendo la continuità della relazione di supporto rivolta alla famiglia al fine di contenere le ansie legate ad ogni fase critica della malattia.

Il supporto psicologico si configura, quindi, come una relazione di accompagnamento dell’intero sistema familiare in tutte le fasi del percorso terapeutico.

La presenza quotidiana dello psicologo in reparto ed in day hospital, permette di instaurare relazioni significative, che consentono di facilitare la comprensione della malattia nella sua complessità e di formulare una richiesta di aiuto, esplicita o implicita, di fronte alle difficoltà pratiche, organizzative, relazionali ed emotive che si possono presentare.
Il bambino, fisicamente sofferente ed emotivamente sradicato, ritrova attraverso il gioco, il disegno, l’animazione, in ambienti colorati pensati per lui, qualcosa di familiare che può utilizzare per ricreare un contesto simile a quello della sua vita abituale ed esprimere le sue emozioni.
Il patrimonio emozionale espresso attraverso il disegno spontaneo è stato raccolto nella pubblicazione “ Sono malato dammi un foglio grande” (R. Riccardi, P. Rubbini Paglia, Ed. Elsevier Masson, 2008) che vuole essere un’occasione di riflessione sul mondo interiore dei bambini sofferenti.

Il servizio è coordinato dalla figura strutturata di un’educatrice che svolge attività in questo specifico settore da oltre venti anni , si avvale della collaborazione di una psicologa-psicoterapeuta e di 2 psicologi specializzandi in Psicoterapia della Famiglia (in convenzione con l’Accademia di Psicoterapia della Famiglia di Roma diretta dal prof. M. Andolfi).

Gli operatori del servizio usufruiscono della supervisione di una neuropsichiatra infantile didatta dell’Accademia di Psicoterapia della Famiglia.

Le nostre attività

  • Colloqui di accoglienza con tutta la famiglia (quando è possibile) o con i soli genitori;
  • Colloqui di sostegno successivi su richiesta dei genitori o su segnalazione dell’ équipe;
  • Colloqui individuali, su richiesta, con adolescenti o giovani adulti;
  • Collaborazione con l’Istituto di Psichiatria e di Neuropsichiatria Infantile del Policlinico Gemelli per consulenze rivolte al bambino o al genitore con disturbi psichiatrici preesistenti o insorti dopo la diagnosi di tumore;
  • Attività ludiche, creative, ricreative e di socializzazione come occasione, per il bambino di elaborazione dell’esperienza di malattia, e per l’operatore di osservazione delle dinamiche relazionali e di conoscenza delle fasi evolutive individuali, in relazione alla malattia.
  • Attività di studio e di ricerca, attraverso l’elaborazione del materiale raccolto e dell’osservazione psicologica correlata con la storia clinica del bambino;
  • Incontri settimanali con l’équipe curante;
  • Incontri periodici on gli insegnanti della scuola in Ospedale;
  • Incontri periodici con le Associazioni di riferimento per l’assistenza territoriale;
  • Incontri periodici con il gruppo di ludoterapia;
  • Coordinamento e formazione del gruppo di volontari;
  • Lavoro di rete con i servizi sociali territoriali